2015-2022: 7 ANNI DI VISIONI E ILLUSIONI
Proiezioni, presentazioni di libri, concerti, eventi: la storia per immagini dell'Associazione Culturale Visioni e Illusioni dal 2015 al 2022.
2015-2022: 7 ANNI DI VISIONI E ILLUSIONI
Proiezioni, presentazioni di libri, concerti, eventi: la storia per immagini dell'Associazione Culturale Visioni e Illusioni dal 2015 al 2022.
Con la scomparsa di Claudia Cardinale, il 23 settembre 2025, se n’è andata una delle ultime grandi Dive del cinema italiano, una delle poche ad avere goduto di grande popolarità anche all’estero, la Musa di grandi registi come Federico Fellini, Luchino Visconti, Mario Monicelli, Sergio Leone e molti altri, protagonista di capolavori che hanno lasciato il segno nella Storia del nostro Cinema ma anche del costume e della cultura.
Visioni&Illusioni ha reso omaggio alla grande attrice nella serata di martedì 21 ottobre nella Sala Cinema dell’Anica con la proiezione di “La ragazza di Bube” (1963) di Luigi Comencini, il primo film in cui l’attrice recitò con la sua vera voce e quello con il quale vinse il primo importante riconoscimento di una lunga serie: il Nastro d’argento per la migliore attrice.
Nel film tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Cassola, Claudia Cardinale interpreta una contadina, Mara, che si innamora, ricambiata, di un partigiano di nome Bube dal quale deve dividersi dopo che il giovane viene coinvolto in un duplice omicidio ed è costretto a fuggire dall’Italia. Determinata ad aspettare il suo amato, Mara si trasferisce in città dove conosce Stefano, un giovane operaio, con il quale nasce una tenera amicizia che potrebbe trasformarsi in altro se….
Ben accolto sia dalla critica che dal pubblico (con un incasso di quasi un miliardo di lire), il film valse a Claudia Cardinale anche la Grolla d’Oro mentre Franco Cristaldi fu premiato come miglior produttore sia con il David di Donatello che con il Nastro d’argento.
La serata presentata da Alberto Castagna si è aperta con la proiezione della celebre scena del ballo di “Il Gattopardo” (1963) di Luchino Visconti, seguita dai saluti del Presidente dell’Associazione Ettore Spagnuolo e da una introduzione al film del critico Guido Barlozzetti.
Il 6 settembre 2023 si spegneva a Roma il Presidente Onorario di Visioni&Illusioni Giuliano Montaldo. Uno dei più grandi registi italiani, autore di capolavori come “L’Agnese va a morire”, “Sacco e Vanzetti”, “Giordano Bruno” e “Marco Polo”, è stato fin dalla fondazione dell’Associazione un protagonista quanto mai attivo, con i suoi consigli, la sua presenza costante a tutti gli eventi, la sua piena adesione alle attività intraprese sia in campo cinematografico che musicale, letterario e culturale. Anche quando i suoi problemi di salute, negli ultimi mesi, non gli hanno più consentito di potere essere fisicamente al fianco dell’Associazione, egli ha aperto fino all’ultimo la porta della sua casa per inviare i suoi saluti ai soci cui si sentiva molto legato.
Visioni & Illusioni, nel secondo anniversario della sua scomparsa, ha ricordato Giuliano Montaldo il 16 settembre 2025 nella Sala Cinema dell’Anica con la proiezione di uno dei suoi film più celebri, “L’Agnese va a morire” (1976).
Tratto dall’omonimo romanzo di Renata Viganò, il film è ambientato durante l’occupazione tedesca e racconta la storia di una donna di mezza età, Agnese (interpretata dall’attrice svedese Ingrid Thulin) che dopo la deportazione e la morte del marito, membro della Resistenza, decide di diventare una staffetta partigiana per poi entrare in clandestinità.
Ospite d’Onore della Serata presentata da Alberto Castagna e aperta dai saluti del Presidente Ettore Spagnuolo, l’attore e regista Michele Placido, tra gli interpreti del film, che è stato intervistato dalla giornalista del Corriere della Sera Emilia Costantini sulla sua esperienza sul set di “L’Agnese va a morire” e con Giuliano Montaldo. La proiezione del film è stata quindi preceduta da una introduzione del critico Guido Barlozzetti.
L’ultimo appuntamento della stagione con gli eventi di Visioni&Illusioni si è svolto martedì 24 giugno presso il Museo dei Piceni.

Nell’occasione il Presidente Ettore Spagnuolo ha voluto ospitare Francesco Rutelli, venuto a presentare il suo ultimo libro, “Città vince città perde” (Laterza).
Sostenitore fin dall’inizio di Visioni&Illusioni, anche in virtù dell’antica amicizia che lo univa al compianto Presidente Onorario dell’Associazione Giuliano Montaldo, l’ex Sindaco di Roma è stato intervistato dal giornalista Guido Barlozzetti sui contenuti del volume che descrive strategie e fattori di gestione della città che distinguono quelle vincenti da quelle perdenti, alla luce dei mutamenti imposti dalle crisi climatiche, dalle trasformazioni del lavoro, della mobilità, dell’abitare, della transizione green e delle sfide digitali.

“Le nostre città devono conoscere una nuova stagione di grandi trasformazioni. Quali possono essere i nuovi modelli di governo e organizzazione capaci di realizzare innovazioni coraggiose a beneficio dei cittadini per la sostenibilità, l’autonomia energetica, la gestione delle acque, facendo funzionare rivoluzioni digitali, inclusione sociale e una nuova e rinnovata partecipazione civica?”. Questi alcuni degli interrogativi che sono stati discussi durante un incontro che ha visto un’ampia partecipazione e che si è concluso con alcuni cenni al libro precedente di Francesco Rutelli, “Roma Camminando” (Laterza), una guida che invita a scoprire la Capitale attraverso itinerari a piedi, tra storia, arte e curiosità nascoste.
Mercoledì 11 giugno nella Sala Cinema dell’Anica (Viale Regina Margherita, 286) ha avuto luogo la proiezione di “Le voci bianche” (1964) di Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa nell’ambito dell’iniziativa di Visioni&Illusioni “I tesori nascosti del cinema italiano” volta a riportare all’attenzione dei soci e dei loro ospiti quei film pur pregevoli, già accolti favorevolmente sia dal pubblico che dalla critica che, per motivi diversi, sono scomparsi da tempo dai palinsesti televisivi o dalle rassegne cinematografiche.
Presentato fuori concorso al 17º Festival di Cannes, “Le voci bianche” è una divertente satira in costume ambientata nella Roma della metà del ‘700. Il protagonista è Meo, interpretato da Paolo Ferrari, un giovane che per sfuggire alla fame e alla miseria, finge di farsi castrare per entrare nel Conservatorio dove studiano e si esibiscono le ‘voci bianche’ in un’epoca in cui, per volere papale, le donne non potevano recitare a teatro. Salva quindi la sua virilità ma è costretto ad esibire costantemente una femminilità che non gli appartiene, approfittandone tuttavia per soddisfare sia i suoi impulsi che quelle delle mogli dei nobili romani che lo accolgono nel loro mondo senza sospettare il suo doppio gioco…

Con i dialoghi in romanesco scritti da Luigi Magni, i bei costumi e le scenografie di Pier Luigi Pizzi, il film vantava un cast d’eccezione: oltre a Paolo Ferrari c’erano, tra gli altri, Sandra Milo, Anouk Aimée, Vittorio Caprioli, Philippe Leroy, Leopoldo Trieste, Claudio Gora e Francesco Mulè.
Alla serata presentata da Alberto Castagna e alla presenza del Presidente di Visioni&Illusioni Ettore Spagnuolo, hanno preso parte il saggista Andrea Pergolari, autore del libro “Pasquale Festa Campanile. Ovvero la sindrome di Matusalemme”, dedicato al regista del film e Raffaele Festa Campanile, figlio di Pasquale oltre ad altri personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura.
Il 6 maggio presso la Sala Cinema dell’Anica, l’Associazione Visioni&Illusioni ha reso omaggio al grande Gigi Proietti con una delle sue rare interpretazioni drammatiche al cinema, in “L’eredità Ferramonti” (1976) di Mauro Bolognini.
Nel film, Proietti interpreta il ruolo di Pippo Ferramonti, figlio di Gregorio (interpretato da Anthony Quinn), un ex proprietario di forno in possesso di una ricca eredità che tuttavia non intende lasciare a nessuno dei figli, né a lui, né a Mario (Fabio Testi), né a Tata (Adriana Asti). Sarà quindi la moglie di Pippo, Irene (Dominique Sanda), a cercare di convincere Gregorio a cambiare il suo testamento.

Presentato con successo al Festival di Cannes, “L’eredità Ferramonti” meritò a Dominique Sanda il premio per la migliore interpretazione femminile e ad Adriana Asti il Nastro d’Argento come migliore attrice non protagonista.
Nel corso della serata presentata da Alberto Castagna ad affiancare il presidente Ettore Spagnuolo, sono intervenute la moglie di Gigi Proietti, Sagitta Alter e una delle figlie dell’attore, Susanna Proietti, intervistate dalla giornalista del Corriere della Sera Emilia Costantini. Preziosa anche la testimonianza delle nipote del regista di “L’eredità Ferramonti”, la produttrice, Carlotta Bolognini, che ha raccontato aneddoti sulla lavorazione del film.