2015-2022: 7 ANNI DI VISIONI E ILLUSIONI
Proiezioni, presentazioni di libri, concerti, eventi: la storia per immagini dell'Associazione Culturale Visioni e Illusioni dal 2015 al 2022.
2015-2022: 7 ANNI DI VISIONI E ILLUSIONI
Proiezioni, presentazioni di libri, concerti, eventi: la storia per immagini dell'Associazione Culturale Visioni e Illusioni dal 2015 al 2022.

Il rag. Vittorio Barletta è da tempo il factotum di un industriale senza scrupoli. Rimasto ferito in un tentativo di rapina, sente il bisogno di girare armato per potersi difendere e decide di comprare una pistola.
Ma una sera, nel corso di una sparatoria in cui il suo amico poliziotto rimane ucciso , Vittorio estrae l’arma e uccide uno dei banditi.
Dapprima viene acclamato dall’opinione pubblica come un eroe, ma poi deve fare i conti con la vendetta degli altri complici.
Ma una pistola non è un giocattolo, e forse il protagonista non se ne rende completamente conto, finendo in una spirale di auto-distruzione.
Il film è una singolare commistione tra film di denuncia e poliziesco, che l’impeccabile regia di Giuliano Montaldo trasforma in un perfetto e duro ritratto di quegli anni Settanta, pervasi da tensioni politiche e sociali, offrendo numerosi spunti di riflessione oggi più che mai ancora validi.

Presso il Reale Circolo Canottieri Tevere Remo viene presentato il libro “I Capi dello Stato” – dagli albori della Repubblica ai giorni nostri, scritto dal Prof. Avv. Tito Lucrezio Rizzo, già Consigliere Capo della Presidenza della Repubblica, e docente universitario presso La Sapienza di Roma.
Oltre all’autore, al dibattito saranno presenti:
il Pres. Ernesto Lupo, Primo Presidente emerito della Corte di Cassazione, già Consigliere del Presidente della Repubblica per gli Affari dell’Amministrazione della Giustizia;
il Prof. Arturo Parisi, Professore, ex ministro della Difesa;
il Cons. Antonio Casu, Capo del Servizio Biblioteca della Camera dei Deputati;
il Dott. Fabio Nicolucci, Editorialista de “Il Messaggero” e “Il Mattino”.
“Il lungo silenzio” è un film del 1993, realizzato dalla regista Margarethe von Trotta, scritto e prodotto da Felice Laudadio, pensato come sacrosanta reazione al drammatico periodo delle stragi di mafia che funestarono il nostro paese in cui, a pochi mesi di distanza, vennero uccisi i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e gli uomini delle loro scorte.
Sceneggiatura intensa, dura, per far capire l’estremo coraggio di chi doveva indagare su fatti di corruzione, tangenti, collusione dello Stato con la mafia, servizi segreti deviati, traffico d’armi.
Margarethe von Trotta, che ha sempre prediletto un cinema al femminile, racconta questa delicata situazione dalla prospettiva della moglie del magistrato, interpretata da una intensa Carla Gravina cui vennero assegnati il Globo d’Oro ed il Prix d’interpretation feminine al Montreal World Film Festival.
Durante una retata della polizia a Villa Borghese, l’agente di polizia Antonio Caccavallo, vedovo con figlio e padre a carico, arresta insieme ad altre prostitute anche Carolina. In realtà la ragazza è solo scappata di casa perché incinta e l’agente Caccavallo viene quindi incaricato di riportarla al paese natio.
Soggetto di Ennio Flaiano, sceneggiato da Age, Scarpelli, Sonego e Monicelli che per la prima volta firma la regia da solo, “Totò e Carolina” fu soggetto a numerose censure e subì innumerevoli tagli (più di 200 metri) sia perchè secondo i censori dell’epoca il corpo di Polizia veniva ridicolizzato e sia perchè la morale dell’epoca non accettava che un agente di Polizia accogliesse in casa una ragazza madre.
Il film ebbe il visto dalla commissione censura dopo due anni, ma a causa degli innumerevoli tagli che ebbero effetti negativi anche sul doppiaggio, non riscosse particolare successo di critica e pubblico. Fu riscoperto nel corso dei decenni, anche grazie al restauro e al reintegro di alcune delle scene eliminate ritrovate negli archivi, e resta la sua importanza dal punto di vista storico come esempio di cosa era la censura in Italia nel corso degli anni cinquanta.

Il siciliano Antonio è riuscito a tenersi fuori dal giro mafioso del suo paese, a trasferirsi al nord, a trovare un ottimo impiego e una bella moglie milanese. Le ferie, naturalmente, va a trascorrerle in Sicilia ed è appunto in una di queste occasioni che la mafia lo costringe a compiere un delitto….
Film del 1962 in cui Alberto Lattuada ritrae con lucidità il mondo della malavita e dell’onore, in cui Sordi è la maschera grottesca di una Sicilia che vorrebbe mostrarsi emancipata nel costume e nel grado di civiltà, ma che in realtà si ritrova ancorata alle sue tradizioni.
Il film è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare.