2015-2022: 7 ANNI DI VISIONI E ILLUSIONI
Proiezioni, presentazioni di libri, concerti, eventi: la storia per immagini dell'Associazione Culturale Visioni e Illusioni dal 2015 al 2022.
2015-2022: 7 ANNI DI VISIONI E ILLUSIONI
Proiezioni, presentazioni di libri, concerti, eventi: la storia per immagini dell'Associazione Culturale Visioni e Illusioni dal 2015 al 2022.
In programma il 26 maggio alle ore 20:30 – Cinema Trevi-Cineteca Nazionale, vicolo del Puttarello 25

Italia 1970, colore, 91′
regia: Enrico Maria Salerno
musiche: Stelvio Cipriani
interpreti: Florinda Bolkan, Tony Musante
Enrico è un oboista della Fenice di Venezia che non è riuscito a diventare un grande direttore d’orchestra come sperava. Dopo aver appreso di essere ammalato di un tumore incurabile, decide di invitare a Venezia sua moglie, da cui è separato da anni e con cui ha avuto anche un figlio. All’arrivo della donna, rinuncia a rivelarle di essere malato.
Lei, Valeria, acconsente nonostante il timore che la richiesta possa rivelarsi un tentativo di riconciliazione o, peggio, un ricatto nei confronti del suo nuovo compagno di vita, un uomo maturo e benestante di Ferrara con cui lei ha costruito una nuova famiglia: una legge sul divorzio, infatti, non esiste ancora.
Enrico e Valeria trascorrono la giornata girovagando in una Venezia splendida ma profondamente malinconica e decadente e, alternando furiosi alterchi a teneri momenti, rivivono i bei tempi passati insieme. Lei capisce di amare ancora Enrico e quando questi le confida di essere ammalato e di avere ancora poco da vivere, Valeria gli si concede un’ultima volta, nella consapevolezza che oramai è troppo tardi per tornare indietro e cambiare il corso delle loro vite.
Alla fine del film, quando termina la giornata, i due si congedano consci che non ci saranno altre occasioni per rivedersi. Mentre lei si allontana di corsa e in lacrime dalla chiesa sconsacrata trasformata in studio di registrazione, Enrico dirige con passione un’orchestra di studenti nel concerto di un “anonimo” autore di origine veneziana che diventa così colonna sonora del finale.
Roma, 26 maggio, ore 20,30
Cinema Trevi – Cineteca Nazionale
Proiezione del film restaurato
Anonimo veneziano
di Enrico Maria Salerno
Partecipa il maestro Stelvio Cipriani
L’Associazione culturale Visioni e Illusioni/ Il grande cinema del Novecento prosegue il ciclo delle proiezioni dei capolavori restaurati.
Dopo “La ciociara” di Vittorio De Sica, proiettato nella serata in cui è stata presentata l’associazione, e “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola e “Il conformista” di Bernardo Bertolucci, tocca a “Anonimo veneziano” di Enrico Maria Salerno.
Alla serata partecipa il maestro Stelvio Cipriani che ha composto le musiche del film.
Girato nel 1970, “Anonimo veneziano” riscosse uno straordinario successo di pubblico.
Uno di quei film che colgono un’atmosfera e raggiungono una sintonia immediata con lo spettatore. Un’intensa storia di amore e morte sullo sfondo di Venezia.
Segnò il debutto nella regia di un attore importante e appassionato di teatro e cinema come Enrico Maria Salerno, con il contributo delle immagini di Marcello Gatti e le musiche di Stelvio Cipriani.
Riproporre il film nella versione restaurata vuol dire rendere un omaggio a un momento felice del nostro cinema e ritrovare un’opera che fa parte dell’immaginario più significativo del pubblico.
L’Associazione culturale Visioni e illusioni/Il grande cinema del Novecento ha come Presidente onorario il maestro Giuliano Montando ed è presieduta da Ettore Spagnuolo.
Si propone di:
– far conoscere la storia del cinema italiano del ‘900 quale espressione viva della società del tempo rapportandola alla attualità, nella convinzione che il legame passato-presente, attraverso la cinematografia, rappresenta un’occasione per approfondire i valori e le dinamiche della società italiana;
– valorizzare il patrimonio storico, culturale, artistico e quindi anche cinematografico e fotografico italiano;
– creare una sorta di circolo culturale, ovvero un luogo di incontro e confronto per discutere non solo di cinema ma anche di fotografia, libri, arte e di tutto ciò che attiene alle diverse forme di manifestazioni della cultura;
– rivolgersi in particolare ai giovani, anello generazionale decisivo nell’evoluzione e nella crescita culturale del nostro Paese.
L’Associazione è già operativa ed ha avviato una serie importante di rapporti con Istituzioni ed Enti operanti nel settore della cultura, in particolare con il Ministero dei Beni Culturali, la Rai, Rai Cinema, il Teatro dell’Opera, l’Università Roma Tre, l’Università per stranieri di Perugia, l’American Academy in Rome.
Sono stati, inoltre, stabiliti rapporti di collaborazione con la Fondazione Operation Smile, la Fondazione Internazionale Accademia Arco, la Cineteca Nazionale, l’Associazione Giovani Per Roma, la Fondazione Bideri, il Palazzo delle Esposizioni, l’Open Colonna, Palazzo Altieri, il complesso espositivo di San Salvatore in Lauro, nonché instaurate relazioni con noti registi, autori e giornalisti.
All’interno dell’Associazione opera un Comitato Scientifico presieduto dal Prof. Giovanni Paciullo e composto da noti nomi del settore come Raffaele Barberio, Guido Barlozzetti, Alberto Castagna, Laura De Luca, Mauro Miccio e Patrizia Romani.
In programma il 28 aprile alle ore 19:30 – Cinema Trevi-Cineteca Nazionale, vicolo del Puttarello 25
Italia/Francia/RFT 1970, colore, 105′
regia: Bernardo Bertolucci
soggetto: dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia
interpreti: Jean-Louis Trintignant, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, Gastone Moschin
Parigi, 15 ottobre 1938. Marcello Clerici esce da un hotel, sale su un’auto e inizia l’inseguimento di due persone: un professore antifascista, Luca Quadri, e sua moglie Anna. Durante il viaggio Marcello rivive attraverso la memoria alcuni momenti della propria vita. Tredicenne, egli ha ucciso un autista, Lino, che cercava di sedurlo. Più avanti negli anni, Marcello si sposa e ciò che vuole è una vita normale e integrata. Decide però che per riconquistare l’equilibrio perduto deve compiere un omicidio commissionatogli dal regime fascista e accetta di preparare l’assassinio di un esule, che era stato suo professore universitario. In viaggio di nozze a Parigi con Giulia, avvicina Quadri e la moglie Anna, e ne conquista la fiducia, mentre tra le due donne sembra avviarsi una relazione ambigua. L’inseguimento di Quadri e di Anna si conclude sulle Alpi, dove l’assassinio viene eseguito da quattro sicari. Quando il regime cade, il 25 luglio 1943, Marcello è costretto a staccarsi dagli amici fascisti. Aggirandosi nella Roma caotica e finalmente libera, incontra casualmente l’autista che credeva di avere ucciso e lo accusa di essere responsabile dell’omicidio del professor Quadri e della moglie.