Associazione Culturale

Visioni e Illusioni

Il grande cinema del '900

L’Associazione Culturale Visioni&Illusioni ha proseguito la propria attività volta a divulgare e far conoscere la storia del cinema italiano del ‘900, dedicando un evento speciale alla memoria di Lina Wertmüller a cinque anni dalla sua scomparsa.

Il 13 maggio presso la Sala Cinema dell’ANICA a Roma è stato proiettato “I basilischi” (1963), film d’esordio della regista, presentato in una versione restaurata da Cinecittà nel 2020. Prima della proiezione, il giornalista Alberto Castagna ha intervistato Massimo Wertmüller, nipote della regista, che ha condiviso ricordi personali ed esperienze vissute sui set in cui è stato da lei diretto.

FOTO EVENTO WERTMULLERL’opera, insignita della Vela d’Argento al Festival di Locarno, ha ottenuto ulteriori e prestigiosi riconoscimenti nelle rassegne cinematografiche di Londra e Taormina, consolidando il successo internazionale della regista. Il film traccia il ritratto di tre giovani di buona famiglia in un tipico paese di provincia al confine tra Puglia e Basilicata, esplorando la loro condizione di sospensione tra la monotonia del quotidiano e un desiderio di cambiamento mai concretizzato. Il lavoro segnò l’inizio della carriera di Wertmüller, già aiuto regista di Federico Fellini in “8 e mezzo”, portandola ad affermarsi come la prima donna nella storia a ricevere una candidatura all’Oscar per la migliore regia premio che gli è stato poi insignito alla Carriera nel 2020.

“Con ‘I basilischi’ ricordiamo il folgorante esordio di un’autrice che ha saputo analizzare l’immobilità e le contraddizioni della provincia italiana con uno sguardo lucido e profondamente originale – ha dichiarato il Presidente dell’associazione culturale Ettore Spagnuolo -. Questo film anticipa la straordinaria capacità di fondere indagine sociale e ironia che diventerà la cifra stilistica di tutta la sua cinematografia”.

“Omaggiare Lina Wertmüller a cinque anni dalla scomparsa significa celebrare una pioniera assoluta del nostro cinema – ha concluso Spagnuolo -. Con il suo stile anticonformista, provocatorio e grottesco, ha aperto nuove strade, abbattendo barriere di genere e dimostrando un talento autoriale ineguagliabile che l’ha portata ai vertici della cinematografia mondiale”.